L A       F I L O S O F I A

D E L L A       F O R M A Z I O N E
 
    La politica tecnica dettata dall'attuale dirigenza e l'estrazione pedagogico-educativa dei tecnici consentono una programmazione per obiettivi che garantisce nel modo più assoluto il rispetto del giovane sotto l'aspetto fisiologico, psicologico e sociale, contribuendo alla costituzione ed al consolidamento di un sano profilo psico-fisico e ad un corretto sviluppo della personalità.
    Da parte nostra si ritiene e si insegna che lo Sport è Scuola di vita e questo risulta assolutamente vero purchè vengano rispettati dei principi e dei criteri nella realizzazione del progetto che ne fanno parte integrante.
    I problemi più ricorrenti nel proporre un'attività sportiva educativa riguardano la credibilità delle motivazioni, la serietà e adeguatezza del progetto, la coerenza nell'attuazione, l'estensione dei valori assoluti sottesi ai principi di vita più generali. Tutto ciò non è di facile realizzazione poiché deve essere conosciuto, compreso, condiviso e devono esistere i presupposti funzionali e strutturali, oltre che professionali per realizzarlo.
    L'impostazione della Nostra Società scaturisce appunto da posizioni consolidate in tal senso e costituisce una conquista consapevole e mirata stratificatasi nel tempo attraverso la coniugazione di obiettivi educativi e di elevato valore tecnico.

    Ci proponiamo nell'organizzazione dell'attività:
  1. Introduzione dei giovanissimi nel mondo del nuoto in modo semplice, progressivo, attraverso stimoli diversificati e nell'assoluto rispetto delle condizioni biologiche, delle caratteristiche individuali, della crescita e dei bisogni dell'età. In questa fase l'attività esprime valori educativi e formativi generali e affianca l'impegno scolastico con la stessa naturalezza, con l'intento di costruire i presupposti che consentano futuri risultati di livello. Le gare costituiscono un mezzo e non un fine, come avviene invece nell'età evoluta, non un banco di prova per un verdetto che risulterebbe comunque irrilevante nell'ambito assoluto. Un mezzo per misurarsi, per misurare i progressi fatti ed il livello raggiunto, per cominciare ad entrare nel clima emotivo della competizione per conoscere l'ansia e conviverci, per condividere gioiosamente emozioni e momenti positivi con i compagni. In questa fascia non si parla di selezione, di "campioncini", di talenti e non si ipoteca il futuro qualunque siano i risultati, per evitare frustrazioni e ripercussioni negative sull'autostima e sulla personalità. La naturalezza è il principio più importante e l'attività di "costruzione" risulta analoga a tutte quelle che il giovane affronta nella sua vita curricolare.
  2. Intensificazione progressiva, ma fisiologicamente più adeguata, dei carichi di allenamento per i ragazzi che hanno già affrontato nel modo suddetto l'avviamento all'attività agonistica. I principi educativi restano un punto fermo, come pure il concetto di costruzione dei prerequisiti strutturali e funzionali della prestazione. Sono aborriti gli atteggiamenti divistici, di atleti e genitori, di fronte a risultati che a volte a questo livello possono essere interessanti. Il "talento", o meglio il soggetto particolarmente predisposto a tale attività, è considerato e gestito al pari degli altri (salvo per la diversificazione di proposte tecniche) completamente amalgamato nelle dinamiche sociali del gruppo. Si osserva spesso che soggetti che ottengono ottime prestazioni non rispettano in futuro le tendenze prestative attese, ed altri molto più anonimi prima dello sviluppo sessuale, si rivelino invece, in seguito, ottimi atleti di livello. Per questo motivo si conduce il gruppo in modo compatto ed omogeneo. Lo stile di conduzione a questo livello, risulta ancora direttivo e partecipativo nel contempo. L'impegno è sicuramente significativo e la prosecuzione dell'attività è innegabilmente legata alle motivazioni dell'atleta e alla disponibilità-sensibilizzazione della famiglia. La gara costituisce ancora un mezzo seppure con un significato di misurazione, di confronto, di competizione maggiore. Il principio che comincia ad essere dominante in questa fase è che risultati significativi si ottengono con impegno e fatica nell'allenamento come nella vita (per aspera ad astra).
  3. Progressivamente, nell'evoluzione del processo di formazione, lo sviluppo dei carichi di lavoro risulta assolutamente impegnativo, in quanto le condizioni bio-fisiologiche lo consentono e lo richiedono ed il lato psicologico seguito con cura da tempo è giunto a maturazione. L'atleta nuota e si allena per sua scelta e non più per imposizione o decisione dei genitori, si impegna per una realizzazione personale, si sottopone a duri carichi di lavoro, vuole il risultato. E' questo il momento in cui tutte le risorse dell'atleta, dell'allenatore, della famiglia e della Società devono concorrere per la realizzazione del risultato che, come è ovvio, non è solo un successo tecnico ma di tutta la persona esaltando l'autostima, l'impegno, la capacità di sottoporsi a duro lavoro ma di raccoglierne i frutti. La gara è il fine. A questo livello sarebbe assurdo e senza significato che gli sforzi non fossero tutti orientati in tal senso. E' il momento delle grandi prestazioni. Una precisazione importante va fatta: il goal della vita sportiva (che è come già detto facilmente associabile a quella lavorativa e di relazione) è tale se l'atleta è soddisfatto dell'impegno e delle prestazioni, se è convinto di aver dato ed aver avuto tutto il possibile ed aver raggiunto i propri limiti; la conquista di una Finale Olimpica o la semplice partecipazione ai Campionati Nazionali possono e devono costituire un motivo di soddisfazione allo stesso modo, ciò che fa la differenza è il patrimonio genetico o limiti considerati insuperabili e l'effetto del curricolo sportivo risulta ugualmente incisivo e permanente. In questa fase c'è la giusta ricerca della prestazione anche da parte del tecnico che deve mettere a disposizione tutta la sua capacità, disponibilità, professionalità nell'applicazione di principi metodologici e strategie operative al fine del risultato. Il programma di allenamento è costantemente adeguato, valutato e supportato da tests clinici e funzionali e lo stato si preparazione mentale (di condizioni predisponenti la prestazione) viene regolarmente tenuto nella giusta considerazione, al fine della sua ottimizzazione.
    Naturalmente, esistendo un'individualità nel codificare stimoli e organizzare strategie adattative da parte dell'organismo, ogni atleta reagisce e risponde con risultati differenti dagli altri, pur se le proposte vengono effettuate in maniera analoga e, nei gruppi giovanili, collettiva: è ciò che differenzia per natura, per atteggiamento mentale e per condizionamento sociale il patrimonio genetico e la personalità.
    Ciò che riteniamo conti di più, al di là del lato educativo che ha valore primario nell'impostazione dell'attività, è il fornire tutti i prerequisiti necessari per il raggiungimento di un obiettivo tecnico mirato di alto livello, di mettere i giovani nelle condizioni migliori per poter esprimere il meglio di sè e far si che tutto ciò abbia un transfert positivo anche nelle condizioni più varie che si presentano nella vita di relazione.